Orientamento sistemico–dialogico

La mia formazione è di stampo sistemico, influenzata inizialmente dal taglio relazionale  grazie al contesto universitario e oggi  da quello dialogico grazie a quello della scuola di psicoterapia.

In breve, l’orientamento sistemico–relazionale spiega il comportamento dell’individuo focalizzando l’attenzione sull’ambiente in cui esso è vissuto, sul sistema e sulla rete di relazioni significative di cui egli è parte.
In tale prospettiva, quindi, gli eventi problematici di un singolo individuo influenzano l’intera famiglia e il sintomo  indica una disfunzione dell’intero sistema familiare.

L’intervento terapeutico si basa sull’osservazione delle modalità di relazione tra il paziente e la sua famiglia e mira a modificare, attraverso un processo di co–costruzione tra terapeuta ed individuo/famiglia, i modelli disfunzionali presenti nel contesto entro il quale il disagio del paziente è emerso, stimolando le risorse familiari e rafforzando sia il funzionamento individuale sia quello familiare.

Accanto all’aspetto relazionale, in un contesto terapeutico, ritengo fondamentale riconoscere l’importanza del dialogo, inteso come strumento di confronto volto a costruire nuove letture e nuovi significati della realtà sia interiore che esteriore, abbattendo le posizioni serrate in favore di un linguaggio aperto al possibile in un ottica di continua trasformazione.