Dietro una bugia

“Che c’è di più usuale della menzogna, sia che si tratti di mascherare le debolezze quotidiane con una salute che si vuol far credere forte, di dissimulare un vizio, o di ottenere, senza urtare gli altri, la cosa che si preferisce? È lo strumento di conservazione più necessario e più usato.” M. Proust

 

Almeno una volta nella nostra vita ci è capitato di dire una bugia: magari ci imbarazzava aver detto o fatto una certa cosa e abbiamo cercato di mascherarla dichiarando altro, oppure per ripicca nei confronti di qualcuno gli abbiamo addossato una colpa che non aveva, oppure ancora abbiamo nascosto la verità per non far andare nei pasticci una persona a noi cara.

Esistono, quindi, tante cause che ci spingono a mentire e altrettante conseguenze che possono essere innocue o addirittura avere effetti negativi nella relazione con gli altri.

Concentriamoci sulle bugie che veicolano atteggiamenti distruttivi e le relative conseguenze su di noi e sugli altri. Se ciò che facciamo va ad intaccare la fiducia delle persone che ci stanno accanto o ci porta ad essere gradualmente isolati dal punto di vista sociale, ecco che allora è il momento di affrontare la situazione e chiederci perché siamo arrivati a questo punto e dove andremo a finire se continuiamo ad applicare questo modus operandi.

Un esempio in questo senso sono i giocatori d’azzardo patologici: oltre che una serie di altri aspetti che li caratterizzano, le bugie svolgono un ruolo cruciale in tutto il processo patologico: il giocatore, infatti, inizia a mentire in famiglia e agli amici per nascondere il grado di coinvolgimento nel gioco e utilizza bugie per continuare ad apparire agli altri un giocatore fortunato e a mantenere una visione positiva di sé ai loro occhi; col tempo, però, nessuno crede più a ciò che dice e questo scatena in lui reazioni aggressive, andando poco a poco a compromettere le sue relazioni sociali, lavorative e la vita di coppia.

La stessa cosa si verifica per chi soffre di dipendenza da sostanze: la bugie serve come arma di difesa per ottenere ciò che si vuole, in questo caso i soldi per potersi comprare una dose: ci sono diverse testimonianze di partner, amici o familiari che hanno creduto per un po’ alle menzogne del loro caro, per ritrovarsi poi a chiudergli la porta in faccia stanchi di esser presi in giro. La bugia-difesa fa sì che a chi soffre da tale dipendenza riduca a zero la dimensione affettiva e relazionale, diventi egoista e concentrato a strumentalizzare gli altri al solo fine di poter proseguire nella sua dipendenza.

Ancora, rientrano nella categoria dei bugiardi coloro che soffrono di un disturbo di personalità narcisistico: una delle caratteristiche di tale disturbo risiede nel fatto che la persona è troppo concentrata su sé stessa per potersi dare all’altro, tanto da non essere in grado di avere relazioni durature. In questo caso la relazione non può sopravvivere perché il narcisista, pur di ottenere ciò che vuole e pur di mantenere una posizione di superiorità, è in grado di mentire, umiliare, tradire il partner.

L’atteggiamento manipolatorio con gli altri non fa che aggravare la sua dimensione sociale e anche quando è chiaro che la sua visione è errata pretende in modo arrogante di avere l’ultima parola.
Probabilmente il narcisista è consapevole di questa sua debolezza e del danno che provoca sia a sé che agli altri ma decide di non affrontarla e si abbandona ad essa, alla bugia.

Sono situazioni molto complicate da gestire ed affrontare, sia per chi le vive in prima persona sia per chi gli sta accanto, e certamente è necessaria una buona dose di volontà per superare la “dipendenza da bugie”.

 

 

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